Chiesa di San Filippo
Nel cuore di Carmagnola, la Chiesa di San Filippo custodisce una storia singolare, poiché sorge in un luogo che per secoli ebbe una funzione del tutto diversa. Nell’area dell’attuale Piazza Alessandro Manzoni si trovavano infatti le fortificazioni della cittadella del castello, simbolo del sistema difensivo e del controllo sulla città.
Come attestano i documenti d’archivio, nel 1701 i Padri dell’Oratorio di San Filippo Neri acquistarono per 7.800 lire il castello e i terreni circostanti. Una parte dell’antica struttura fu adattata a convento, mentre, demolita una porzione delle fortificazioni, gli Oratoriani fecero erigere una nuova chiesa dedicata alla Santissima Trinità, corrispondente all’attuale Chiesa di San Filippo. La posa della prima pietra risale al 1715 ma i lavori si conclusero nel 1721 e l’edificio venne consacrato solo nel 1745 dal vescovo di Saluzzo.
L’architettura riflette pienamente il gusto barocco: la facciata in cotto a vista coniuga sobrietà e imponenza, mentre l’interno, articolato in un’unica navata con cappelle laterali, si apre in un ambiente riccamente decorato, con altari marmorei e dipinti di pregio. Con la soppressione degli ordini religiosi del 1855, i Padri Filippini lasciarono il convento.
L’intero complesso — edificio conventuale, caseggiati annessi e orto — fu quindi acquistato dal Municipio, che nel 1867 lo destinò a convitto civico, assumendo al contempo l’impegno formale di garantire la regolare celebrazione delle funzioni religiose nella chiesa edificata dagli Oratoriani, preservandone così il ruolo spirituale e comunitario all’interno della città. La chiesa continuò a essere utilizzata come luogo di culto fino alla metà del XX secolo; in epoca più recente è stata trasformata in spazio espositivo, divenendo sede di mostre e iniziative culturali.


